L’aspettativa e il realismo dei partiti angolani nel post elezione

La quarta elezione nella storia del sistema multipartitico in Angola, tenutasi il 23 agosto 2017, sembra aver premiato, ancora una volta, il partito MPLA e il suo candidato, João Lourenço, insediato il 26 settembre come il terzo presidente dell’Angola e il secondo eletto sulla base della Costituzione del 2010.


È opinione unanime, sia tra gli Osservatori africani che tra gli angolani, che l’atto di voto ha avuto luogo in un’atmosfera di tranquillità caratterizzata da una libera scelta di ciascun elettore nel votare il partito e il candidato scelto. Tuttavia, i dubbi sui risultati provvisori annunciati dalla CNE il giorno successivo al voto hanno fatto passare in secondo piano la trasparenza nel processo di scrutinio di voto, poiché i rappresentanti/commissari in quell’organo hanno rivelato in una conferenza stampa il loro totale disconoscimento della provenienza dei risultati presentati, che secondo loro non sono stati inviati dalle provincie del paese come  invece dettato dalla legge elettorale angolana.

In seguito ad un clima di sospetto e di petizione di impugnazione o di ri-conteggio dei voti in 15 delle 18 province (tranne Zaire, Uige e Cabinda), il Tribunale Costituzionale ha reso improcedibile la richiesta presentata dai ricorrenti, in particolare dai partiti UNITA, PRS e la coalizione CASA-CE.

Curiosamente, nonostante i partiti ricorrenti abbiano presentato al Tribunale costituzionale le rispettive prove che sostenevano i propri processi di impugnazione o di riconteggio dei voti, la società angolana continua senza conoscere infatti quali sono stati i risultati dei conteggi paralleli fatti da ciascuna di quelle forze politiche. Questo, a mio avviso, deriva da tre fattori correlati:

In primo luogo, i partiti politici e la coalizione nell’opposizione fanno un tacito riconoscimento della vittoria del partito MPLA e quindi sarebbe ridondante esporre risultati che non cambierebbero quelli già presentati dalla CNE e omologati dalla Corte Costituzionale;

In secondo luogo, i partiti politici e la coalizione nell’opposizione, avendo previamente deciso che i loro deputati andrebbero ad assumere i loro seggi parlamentari, la diffusione dei risultati ottenuti dai conteggi paralleli creerebbe una percezione di obiezioni ai risultati ufficiali della CNE/Corte Costituzionale e, di conseguenza, una contraddizione assumere quei seggi in Parlamento;

In terzo luogo, i partiti politici ricorrenti possono essere stati condizionati dalle rivelazioni parti della sentenza della Corte Costituzionale, secondo la quale i partiti politici UNITA e PRS avrebbero eventualmente presentato delle false prove negli atti dei rispettivi progetti di petizione del conteggio dei voti.  Qui, paradossalmente, una pubblica presentazione dei risultati dei conteggi paralleli avrebbe avuto come conseguenza immediata la non validità di quelle rivelazioni della Corte.

Intanto i risultati definitivi delle elezioni del 23 agosto impongono ai partiti politici e alla coalizione nell’opposizione una metamorfosi sia a livello interno che esterno, ciò se vogliono sopravvivere in un ambiente di competizione elettorale ineguale con il partito della situazione.

La prima metamorfosi immediata sarebbe la tenuta dei congressi ordinari o straordinari per la riconferma o non della mozione di fiducia del candidato perdente oppure una elezione di una nuova leadership per garantire una nuova dinamica legittimità e credibilità al progetto partitico.

La seconda metamorfosi sarebbe la scelta o prevenire i partner internazionali a non riconoscere la vittoria al partito concorrente finché il contenzioso elettorale non sia stato legalmente risolto presso la CNE e presso la Corte Costituzionale, poiché ad esempio il riconoscimento del Portogallo e degli USA della vittoria dell’MPLA mentre il contenzioso era in corso costituisce una legittimità esterna a questo partito e nello stesso rende debole il richiedente.

Il congresso straordinario di conferma/elezione vis-a-vis del nuovo Presidente sarà nell’interesse del Partito UNITA che, anche in assenza di limiti di mandati, l’uscita di scena del candidato perdente  Isaías Samakuva il prima possibile rinnoverebbe  il discorso, l’immagine e la speranza di voto in questo partito, tenendo anche in conto che cittadini nati nel 2004 voteranno nel 2022 e questo shift demografico consiglia una figura nuova in grado di rispondere alle esigenze di questo ceto sociale di elettori.

Per quanto riguarda CASA-CE, la cui ideologica e sopravvivenza politica sembra essere strettamente legata alla figura di Abel Chivukuvuku, tenendo conto che ha già perso due elezioni consecutive, avrebbe ugualmente bisogno del rinnovo del mandato non in  quanto Presidente della coalizione ma piuttosto in quanto presidente del partito Casa, ovverosia la legittimità di Chivukuvuku andrebbe legata alla trasformazione della coalizione in partito politico, proponendosi quale suo leader almeno durante la fase della transizione. Per quanto riguarda i partiti PRS e FNLA la loro più importante metamorfosi sarebbe una crescita e ringiovanimento delle loro basi popolari e direzioni e il rinnovo del discorso politico.

Mentre per il partito MPLA non sarebbe da ammirare un conflitto di gabinetto tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del partito, ex Presidente della Repubblica. Cioè se ad esempio per il partito MPLA l’osservanza delle direttive del nuovo Presidente significherebbe il rispetto degli Statuti di questo Partito, tale significherebbe invece proiettare un’immagine di un Presidente la cui iniziativa presidenziale appare in secondo posto giacché quelle direttive potrebbero essere di immediata attuazione a livello del suo governo.

Infine l’MPLA potrebbe prendere esempio dal Mozambico, in cui dopo le elezioni dell’ottobre 2014 vinte dal partito Frelimo, le differenze interne al partito tra Filipe Nyusi e il suo predecessore, Armando Guebuza, rimasto come presidente del partito, si sono concluse solo con il licenziamento di Guebuza da quella carica nel marzo del 2015, passando così Nyusi ad assumere anche la presidenza del Partito stesso.

Dott. Issau Agostinho

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